Scopri il funzionamento delle cisterne e dei pozzi nei Sassi di Matera
2541kL / 5077kL
Consumo: 10000L/giorno
Temperatura: Mite
💡 Le precipitazioni sono periodiche e variano con le stagioni
1.0 giorni/secondo
Copre il 100% del fabbisogno giornaliero
9 cisterne • 1 pozzi
Logica attuale: Le cisterne private vengono usate per prime. Quando una cisterna si esaurisce, i suoi utenti si spostano sul Palombaro.
Le cisterne di Matera sono capolavori di ingegneria idraulica scavate nella Calcarenite di Gravina, la roccia tenera che caratterizza il territorio. Ogni abitazione-grotta nei Sassi possedeva almeno una cisterna privata, scavata all'interno della casa stessa. Hanno forma circolare con fondo a tronco di cono rovescio per facilitare la decantazione e la rimozione del limo.
Le cisterne sono rivestite internamente con un triplo strato di intonaco impermeabile detto "cocciopesto", composto da frammenti di tegole e terrecotte frantumati, legati con malta di calce, sabbia, argilla e pozzolana. Questo rivestimento rossastro garantisce la perfetta tenuta idrica.
I tetti delle abitazioni nei Sassi non hanno falde sporgenti verso l'esterno: sono racchiusi nelle murature in modo da convogliare tutta l'acqua piovana verso discendenti in terracotta collegati alle cisterne private. La città ha un andamento verticale dove i percorsi pedonali sono spesso i tetti delle case sottostanti.
Situato sotto Piazza Vittorio Veneto, il Palombaro Lungo è la più grande cisterna ipogea di Matera. Profondo circa 15 metri e lungo 50, è stato realizzato a fine Ottocento collegando vari ambienti cinquecenteschi sotterranei. Può contenere fino a 5 milioni di litri d'acqua.
Proprio il sistema di raccolta delle acque piovane ha contribuito in modo determinante all'inserimento di Matera nella lista UNESCO dei Patrimoni dell'Umanità nel 1993.